Chi siamo

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La Rete Italiana di Cultura Popolare è un’associazione di promozione sociale.

La sua principale missione è quella di mettere in relazione territori, enti, associazioni, scuole, biblioteche e cittadinanza attiva. Questo lo fa a partire dallo studio delle tradizioni e delle vocazioni di un territorio, reinventando i diversi processi di attivazione di comunità per dialogare con i cambiamenti sociali.

La Rete si adopera nella ricerca per considerare riti e tradizioni del passato e fotografare quelli del presente come possibili legami di una comunità di prossimità, utilizzando gli strumenti dell'ascolto, della narrazione e della restituzione. Il principio è quello di mettere al centro il compito di ogni generazione, come testimone di pratiche da tramandare e accogliere; di riconoscere la mobilità come principio di crescita e conoscenza; di ridare dignità al sapere fare dei singoli soggetti partecipanti. La responsabilità della cultura è quella di pensare che la negoziazione delle regole condivise siano un impegno personale e un dovere sociale per rispondere alla permeabilità del cambiamento e alle sfide del mondo contemporaneo. Il modo d'intendere il lavoro della Rete si basa sullo studio di quelle regole, spesso inconsapevoli, che nel suo vivere quotidiano, divengono modelli di convivenza.

Il progetto Colibrì - ATTIVA LA COMUNITÀ

In questi anni la Rete ha raccolto attorno a sé un mondo fatto di comuni, associazioni, scuole e cittadinanza attiva che sentiva l'esigenza di non restare nell'ombra di quella zona grigia di cui parlava Primo Levi: quella in cui non si sceglie, si preferisce voltare la faccia dall'altra parte, divenendo complici della cultura in cui si vive.

Quelle comunità di prossimità hanno trovato nella coprogettazione il loro agire culturale, come tanti piccoli colibrì, hanno raccolto goccia dopo goccia acqua per non smettere di provare a spegnere l'incendio, pur sapendo di essere piccoli e singolarmente ininfluenti.

Questo è il lavoro che la Rete coltiva da molti anni, avendo ben presente il ruolo centrale che la cultura "inconsapevole" ha sulla società: ecco dunque la nascita di piccole reti, fatte di istituzioni, gruppi, associazioni o  singole persone che si domandano come poter essere utili, come innestare, attivare sui propri territori buone pratiche che spingano all’incontro, all’inclusione, alla comprensione dell’altro. Colibrì non è un progetto “per gli altri”. Colibrì è un progetto per "noi": vuole contribuire a ribaltare il punto di vista, vuole abbattere qualche muro per costruire qualche muretto. Dove sedersi, parlare e scoprire l’idem che ci tiene irrimediabilmente legati. Colibrì si compone di alcuni dispositivi adattabili ai contesti e alle comunità in è chiamato a operare.

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DIARIO INTIMO DI UN TERRITORIO

la narrazione delle storie dei luoghi e delle storie di vita di un territorio diventano occasione di incontro, riconoscimento, sviluppo e innovazione.

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Album di famiglie (s)confinanti

oggetti che parlano, che diventano una mostra narrativa per raccontare le memorie delle mobilità nuove a antiche. Album di famiglia è l’occasione di fare della memoria un atto pratico di responsabilità sui nostri spazi pubblici.
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INDOVINA CHI VIENE A CENA?

è un'iniziativa che sovverte l’idea di ospitalità aprendo le case degli altri, per costruire insieme uno spazio di comunanza. Si tratta di partecipare e condividere una cena a casa di una famiglia straniera. Non è un progetto gastronomico, ma di relazione, in cui il cibo è il mezzo che permette di abbattere barriere culturali e creare convivialità
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PORTALE DEI SAPERI

uno strumento di innovazione culturale ideato per creare un’interazione tra tutti i soggetti che vivono in uno stesso territorio, da qualunque parte essi arrivino e a qualunque classe sociale appartengano. Il Portale nasce per restituire alla società il concetto di “comunità di prossimità”.
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