Il Portale
È uno strumento in grado di favorire l'incontro e rendere evidenti i possibili sviluppi del patrimonio immateriale: dal lavoro alla cultura, dallo sport al sociale.
Come funziona
Il lavoro di classificazione che viene fatto dal Portale dei Saperi funziona con un sistema di parole chiave. Il principio è all’incirca lo stesso che viene applicato nei dizionari analogici. Mentre un dizionario convenzionale è fatto per rispondere a domande quali “che cosa significa la tal parola?”, “come si pronuncia?”, “quali altri significati può avere?”, ecc., un dizionario analogico è progettato per rispondere a domande come “quali sono le parole affini o associate a una data parola?”. Se, poniamo, partissimo da lana, troveremmo cotone, fibra sintetica, filanca, filo di scozia, nylon, microfilma, pile, seta); oppure a domande come “quali sono termini più specifici a essa legati?”, in questo caso, per lana recupereremmo alpaca, angora, cachemire… vigogna), o “quali altri concetti si legano alla parola?”, ad esempio le persone coinvolte nella trafila produttiva: lanaiolo, danaro, laniere, operaio laniero, pastore, scardassature, tosatore, o i luoghi di produzione e lavorazione, o, ancora, le varie fasi di fabbricazione, ecc.

Questo modello di organizzazione linguistica e culturale è adottato dal Portale dei Saperi che costruisce il suo proprio “dizionario analogico” attraverso la raccolta di narrazioni e autobiografie delle persone; è in esse che vengono reperite le parole chiave di cui si esplora campo lessicale e semantico allargando via via la prospettiva. È questo un modo per permettere l’incontro tra persone, campi lavorativi e mondi, apparentemente lontani. Attraverso i tag, partendo dalle parole primarie, si possono percorrere quegli itinerari che conducono da una parola all’altra nel Portale.
Il primo utilizzo delle parole chiave di ricerca, convenzionalmente definite tag, risale alla creazione nel 2011 dell'Archivio partecipato, ideato su ispirazione del Tullio De Mauro, con la consulenza del Comitato Scientifico della Rete Italiana di Cultura Popolare. In origine l’orientamento dei collegamenti era di tipo etnografico e antropologico, legato alle tradizioni popolari, ma successivamente si è ampliato alle progettazioni nell'ambito sociale, intensificando e sviluppando le possibilità di ricerca lessicale.
INNOVAZIONI
Diario intimo di un territorio è la piattaforma digitale della Rete Italiana di Cultura Popolare che racconta i luoghi attraverso storie, memorie e patrimoni materiali e immateriali. Ogni Diario nasce da un processo di ricerca partecipata con artisti e abitanti, intrecciando narrazione, archivi digitali e audioguide performative, anche a partire dal Fondo Tullio De Mauro.
I Diari si connettono al Portale dei Saperi, spazio digitale di welfare di comunità che mette in relazione patrimonio culturale e umano, offrendo percorsi di esplorazione liberi e immersivi. Qui le storie delle persone diventano risorsa condivisa per chi vive e attraversa i territori: abitanti, visitatori e turisti.
L’implementazione della piattaforma è stata resa possibile grazie al PNRR – MIC3, Investimento 3.3 (TOCC) e si sviluppa come progetto culturale attivo durante tutto l’anno, in dialogo costante tra memoria, comunità e innovazione digitale.
METODOLOGIA DI RICERCA
Studio e Analisi sul campo
Sviluppo delle relazioni e raccolta audio e video
Costruzione dell'infrastruttura sociale
A chi è rivolto
TESSUTO PRODUTTIVO
ENTI PUBBLICI E ISTITUZIONI
TERZO SETTORE
Portale dei Saperi
Comunità del dono
Piattaforma di donazione storia, cronologia e possibilità di entrare nella storia.
Tradi Radio
Diario intimo di un territorio
La scuola dei Piccoli
Aiuto compiti di supporto a distanza pomeridiana gestita dai nostri volontari.


